PROGRESS(ES) - THEORIES AND PRACTICES

La conoscenza attuale ci conduce ad assimilare il comportamento generale di una città a quello di un organismo vivente i cui singoli punti si caratterizzano come un insieme di forze in costante mutamento e ad interazione continua. Questo ci porta a pensare la struttura fisica di una città come fatta di una successione organizzata di spazi identificabili in vere e proprie STANZE e CORRIDOI.
In questo contesto, ogni progetto non fa che modificare inevitabilmente la struttura interna di un sistema spaziale prestabilito e, di conseguenza, il suo valore finale e l’ordine generale delle sue connessioni con il resto del sistema urbano.
Indipendentemente dalla scelta di rispettare, valorizzare o alterare radicalmente gli ordini di legame presenti in un luogo o nelle interconnessioni tra più luoghi, le scelte progettuali possono rendere più armonica una singola «regione spaziale», producendo a loro volta un benefico effetto di bilanciamento sull'intero organismo urbano o, al contrario, produrre un rivolgimento del significato di quel luogo sino a generare, in alcuni casi, un radicale sbilanciamento della fisiologia urbana.
È così che nasce l’idea di indagare i "Luoghi Fragili dello Spazio Urbano" e tra essi quei luoghi che ci piace pensare come "Stanze della memoria", "Stanze Nascoste", "Stanze Dimenticate" e, ancora, "Rinnegate".
Sono proprio queste stanze a scoprirsi nel tempo riserve di memoria, contenitori di oggetti, emozioni, immagini ed eventi rinvenienti dal passato, capaci di dare nuova vitalità ai luoghi urbani e a chi li abita.
Stanze capaci di rientrare nella città con l’intento non tanto di sostituirsi ad altri luoghi, quanto di poterne amplificare la specificità e la complessità arricchendola di nuove funzioni e attività.
La riscoperta di questi luoghi non vuole dunque modificare la città o il suo comportamento ma conferire alla città la possibilità di rispondere ad un maggior numero di domande, richieste ed esigenze della collettività. La costruzione di scenari prima individuali e, successivamente, sempre più collettivi, co-partecipati e co-prodotti vuole quindi essere il punto di partenza per poter riflettere sul significato dello spazio urbano contemporaneo dell’interazione sociale e sulle sue poliedriche dimensioni, funzioni e identità.